Buenos Aires, nuove restrizioni
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Buenos Aires, nuove restrizioni

È di ieri la notizia che il Governo argentino ha imposto le nuove restrizioni che inizieranno questo sabato nell'area metropolitana di Buenos Aires (AMBA), al fine di abbassare il tasso di infezioni della seconda ondata di Covid-19 ed evitare il collasso sanitario in Argentina.
Il presidente Alberto Fernández ha annunciato infatti che proseguiranno le misure adottate due settimane fa, ma con un aumento della rigidità dei controlli nelle strade per abbassare la circolazione e quindi il tasso di contagi, superiore a 20mila casi al giorno.
Con l'inizio del nuovo anno scolastico, l'Istituto San José si era riorganizzato, progettando un piano di emergenza nell'ambito del programma "Regreso Seguro a Clases" (ritorno a scuola sicuro, ndr) della provincia di Buenos Aires. Il nuovo protocollo prevedeva l'identificazione degli spazi più idonei, ampi e ventilati per la realizzazione delle lezioni, la suddivisione delle classi in sottogruppi, al fine di evitare il sovraffollamento degli alunni.
"Nella prima settimana di scuola abbiamo ricevuto i nostri studenti, che erano accompagnati da un membro della famiglia, per spiegare le misure da adottare. Durante questo periodo le famiglie hanno collaborato molto, sono stati comprensivi e responsabili. Ci hanno informato, ad esempio, quando in casa c'erano casi sospetti di covid", ci racconda Karina Jacob, la direttrice dell'istituto tecnico.
Purtroppo però, già a metà aprile le lezioni frontali sono state nuovamente sospese a causa dell'elevato aumento delle infezioni, soprattutto nella provincia di Buenos Aires. Per questo gli studenti del Colegio San José sono stati costretti a tornare a frequentare la didattica in modalità online.
"Ci siamo assicurati che a nessuno mancasse un mezzo per connettersi con i propri insegnanti. Alcuni di loro non hanno un computer per seguire le lezioni. Stiamo lavorando con loro direttamente tramite l'applicazione WhatsApp degli insegnanti. La maggior parte delle lezioni viene fatta via Zoom o Meet. Quando veniamo a sapere che alcune famiglie sono colpite dal virus, cerchiamo di accompagnarle sia dall'equipe di docenti che dalla direzione amministrativa. Vogliamo portare loro una parola di incoraggiamento, di speranza. Vogliamo che non si sentano soli".