Nuovo aggiornamento Covid Manila
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Nuovo aggiornamento Covid Manila

A nove mesi dalla riapertura della clinica Brother Francisco Perez (BFPC), l'equipe sanitaria locale continua operosa a prestare servizio alla popolazione emarginata di Manila.
"È passato quasi un anno dallo scoppio della pandemia di Coronavirus e la gente qui ormai si sta adattando, malgrado tutto, alla situazione", ci raccontano dalla struttura sanitaria.
In tutto il paese i casi accertati sono oltre 550 mila, ma fortunatamente la BFPC ha registrato pochi pazienti affetti da Covid, trasferiti comunque immediatamente all'agenzia sanitaria municipale come da disposizioni della Task Force nazionale anti Covid-19. "Abbiamo avuto circa una trentina di pazienti sospetti e i sintomi più comuni osservati nella nostra clinica sono stati la perdita dell'olfatto e del gusto. Sfortunatamente abbiamo saputo che tre di questi pazienti segnalati non ce l'hanno fatta, ma avevano tutti delle comorbilità che hanno compromesso il loro quadro clinico".
Come tutte le strutture sanitarie, anche la BFPC affronta la giornata con preoccupazione e timori per la sicurezza di tutti i pazienti e del team medico che fornisce un inestimabile servizio alla popolazione locale.
Grazie al sostegno di tante persone, è stato possibile realizzare un progetto per la fornitura annuale di dispositivi di protezione individuale e test Covid-19 per il personale della clinica.
"Fino ad oggi abbiamo avuto un solo caso tra i nostri collaboratori, il nostro medico di medicina generale. Era asintomatico ed era sorpreso come tutti noi perché non si sentiva affatto male. Per precauzione, abbiamo chiuso la clinica per 2 giorni per igienizzare l'intero edificio. È stato in quarantena e fortunatamente, nessun altro del personale né la sua famiglia sono stati contagiati".

A preoccupare però in questo inizio del 2021 è anche l'avanzare di nuove patologie. Ci confermano infatti che sono stati registrati numerosi casi di polmonite, infezioni delle vie urinarie e casi di febbre dengue. Malattie che sono facilmente riconducibili alle precarie condizioni di vita della popolazione.
Infatti, la direzione afferma: "Certamente le condizioni metereologiche e la mancanza di condizioni di vita adeguate favoriscono le malattie respiratorie, spesso mascherate da una semplice tosse o da un raffreddore comune ma che, se sottovalutate, possono sfociare appunto in polmonite o tubercolosi polmonare.
Per quanto riguarda la dengue invece, si prevede che tra dicembre e febbraio e tra giugno ed agosto i casi aumentino considerevolmente. E il proliferare di zanzare associato a cattiva igiene aggravano certamente la situazione. In più in questo ultimo anno, a causa della pandemia, la dengue non ha più la priorità di ricovero. E infatti da ieri abbiamo ricevuto il trasferimento di un paziente adulto da un ospedale terziario, che non è in grado di ricoverare nuovi ammalati. Ora il paziente è sotto monitoraggio nella nostra clinica".
Infine, il dott. Gutierrez avanza anche un'ipotesi sull'aumento dei casi di serie infezioni urinarie: "Certamente l'igiene e uno scarso stile di vita giocano un ruolo fondamentale, ma anche un'alimentazione malsana può dare un serio contributo a questo. Con la pandemia e i vari lockdown c'è stato un rapido aumento del costo del cibo e dei bisogni primari e molta gente, senza lavoro, si è dovuta accontentare di alimenti spazzatura a basso costo che consistono in prodotti in scatola e cibi istantanei, ma anche bibite analcoliche, dolcificanti ecc. che possono intensificare le infezioni del tratto urinario".